01Mag2026
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Il Canone Unico Patrimoniale riunisce in una sola forma di prelievo quattro prelievi tributari (TOSAP, ICP, DPA, CIMP) e una prestazione patrimoniale (COSAP), nonché il canone di cui all’art. 27, co. 7 e 8, del Codice della strada.
A seguito di diversi contrasti giurisprudenziali sulla natura del CUP, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno concluso che ‘il CUP, unitariamente considerato, ha sempre natura tributaria, con conseguente devoluzione delle relative controversie alla giurisdizione del giudice tributario’.
A questa conclusione la Corte giunge dopo aver considerato che l’esame della nuova disciplina evidenzia plurimi elementi di continuità tra il CUP e la TOSAP (e l’ICP) (aventi natura tributaria), ma non anche rispetto alla COSAP (avente natura di corrispettivo).
Il CUP, pur qualificato come ‘patrimoniale’ e ancorché ancorato a due distinti elementi costitutivi (a) l’occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico; b) la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, mediante impianti installati su aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti, su beni privati laddove siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale, ovvero all’esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o a uso privato), è unitario e il prelievo presenta i caratteri tipici dei tributi: la doverosità dell’imposizione; l’assenza di un rapporto sinallagmatico tra la decurtazione e la prestazione; la destinazione delle risorse, connesse ad un presupposto economicamente rilevante per il soggetto passivo, alla contribuzione alle spese pubbliche (Cass. Civ., Sez. Unite, 1 maggio 2026 n. 12225).