Le Direttive, i Regolamenti dell’Unione Europea, e le decisioni della Corte di Giustizia rilevanti per il diritto amministrativo interno

a cura di Erica Santantonio

Diritto dell’Unione

Le Direttive, i Regolamenti dell’Unione Europea, e le decisioni della Corte di Giustizia rilevanti per il diritto amministrativo interno

a cura di Erica Santantonio

20 Apr 2026

Direttiva 2026/805 per l’azione comunitaria in materia di acque

Il 20 aprile 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva 2026/805, che introduce importanti modifiche al quadro normativo europeo in materia di protezione delle acque.

L’intervento legislativo aggiorna tre Direttive fondamentali del diritto ambientale europeo: la Direttiva quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (2000/60/CE), la Direttiva sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento (2006/118/CE) e la Direttiva sugli standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque (2008/105/CE).

La Direttiva amplia significativamente l’elenco delle sostanze soggette a standard di qualità ambientale. Si tratta di sostanze nocive sia per la salute umana sia per l’ambiente, tra cui i PFAS (le cosiddette “sostanze eterne”), l’acido trifluoroacetico (TFA) e diversi componenti chimici di prodotti farmaceutici, tra cui i farmaci estrogeni contenenti Bisfenolo A.

La Direttiva entrerà in vigore il 10 maggio 2026.

Gli Stati membri hanno tempo fino al 21 dicembre 2027 per recepirla nell’ordinamento nazionale (Direttiva UE 30 marzo 2026 n. 2026/805 del Parlamento Europeo e del Consiglio)

16 Apr 2026

EU ETS e imposte nazionali: la Corte di Giustizia tutela il valore delle quote gratuite

La Corte di Giustizia dell’UE si pronuncia in via pregiudiziale sull’interpretazione della Direttiva 2003/87/CE, che istituisce il sistema europeo di scambio di quote di emissioni (EU ETS). La CGUE afferma che la Direttiva osta a una normativa nazionale che assoggetti specificamente i gestori di impianti, beneficiari di un’assegnazione gratuita significativa di quote di emissioni, al pagamento di un’imposta sulle emissioni di CO2. Tale imposta, infatti, neutralizza il valore compensativo delle quote gratuite ed elimina gli incentivi alla riduzione delle emissioni su cui si fonda l’intero sistema EU ETS. Inoltre, essa risulterebbe in contrasto con gli obiettivi di preservazione della competitività industriale e di prevenzione della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (CGUE 16 aprile 2026, causa C-519/24, EU:T:2026:262).

05 Feb 2026

Il diritto di prelazione nel Project Financing

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto incompatibile con la Direttiva 2014/23/UE e con l’art. 49 TFUE, il diritto di prelazione attribuito al promotore nell’ambito della finanza di progetto. Secondo la CGUE, tale meccanismo contrasta con il principio di parità di trattamento, poiché riserva al solo promotore la facoltà di adeguare la propria offerta dopo l’esito della gara. Ne consegue un’alterazione del confronto concorrenziale, in quanto al promotore viene riconosciuto un vantaggio selettivo non accessibile agli altri operatori. La Corte ha inoltre rilevato che un simile assetto è incompatibile con la libertà di stabilimento, potendo disincentivare la partecipazione alle procedure italiane da parte di operatori economici stabiliti in altri Stati membri. La pronuncia è resa con riferimento all’art. 183, c. 15, del previgente Codice dei contratti pubblici (D.L.vo 50/2016) (CGUE 5 febbraio 2026, causa C-810/24, EU:C:2026:69).

15 Gen 2026

Accesso all’informazione ambientale e anonimato

La nozione di ‘richiedente’, di cui alla Direttiva 2003/4/CE (Convenzione di Aarhus) sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale, non impone l’identificazione mediante nome reale e/o indirizzo fisico attuale. Tuttavia, la Direttiva non osta a una normativa nazionale che richieda tale identificazione, purché siano rispettati i principi di equivalenza e di effettività. Nel caso di specie, la normativa irlandese poneva come requisito la comunicazione del nome reale e/o dell’indirizzo per verificare la domanda venisse effettivamente da una persona fisica o giuridica e di poter notificare al richiedente la decisione adottata in risposta alla richiesta e l’informazione richiesta. (CGUE 15 gennaio 2026, causa C-129/24, EU:C:2026:5).

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